Home-page
 
Home|Le nostre proposte|Chi siamo|Il Restauro|scopri Le Marche|Ristrutturazione c/o terzi|Realizzazioni|contattaci
 Il Restauro
Il Restauro

La civiltà contadina e il restauro dei casali marchigiani.

Lo spettacolare scenario storico-culturale della civiltà contadina marchigiana, denso di emozioni e straordinariamente suggestivo, è la testimonianza di una tradizione intrecciata di ritmi scanditi dal lavoro  dell’uomo, che ha saputo conservare l’eco di voci, suoni, silenzi e sapori antichi mutabili secondo le ore del giorno e delle stagioni.

 

                 


Fino a pochi decenni fa  numerosi poderi sparsi nelle colline ospitavano più di un nucleo famigliare; vivevano sotto lo stesso tetto, bisnonni, nonni, genitori, figli, nipoti e sposi novelli.Si conduceva una vita semplice, genuina dove l’agricoltura, il bestiame e la vigna erano le principali fonti di sostentamento  per la famiglia. Uno stile di vita forse difficile a volte, ma colmo di gioia e  di allegria.  Ancor oggi i campi di grano riecheggiano delle grida festose, degli antichi canti popolari, del chiacchiericcio dei contadini che, cappello a larghe falde in testa, falce in mano, mietevano il grano sotto il sole cocente di giugno e luglio. E gli enormi stanzoni raccontano invece di veglie  o serate danzanti nei periodi invernali davanti a  grandi camini accesi mentre grossi ceppi scoppiettanti allietavano le serate.

 

Le loro dimore si presentavano anch’esse semplici ma accoglienti.  Al piano terra, nel versante  esposto a sud  la stalla alloggiava mucche e buoi, mentre in quello a nord veniva collocata la cantina, un luogo fresco con  murature di grande spessore per garantire al vino una temperatura costante.Nei piani superiori invece,  scorreva la vita quotidiana.Le costruzioni erano tutte fatte con materiali naturali locali, mattoni e pietre all’esterno, copertura di coppi sul tetto, mentre all’interno venivano usate grosse travi di quercia che sorreggevano  i travicelli  dove venivano collocate lunghe file di  mattoni per la realizzazione del pavimento e  lunghe file di pianelle per creare il soffitto. I mattoni erano  fatti a mano, un laterizio allora molto diffuso grazie alla presenza di numerose fornaci  locali.                        

Oggi però questo tipo di manufatto non viene più prodotto, le vecchie fornaci sono ormai cadute in disuso, ed è quindi  diventato preziosissimo e molto ricercato da coloro che sono amanti del rustico e vogliono rivivere le emozioni dei vecchi tempi.
Anche noi di LivingMarche ci stiamo adoperando affinché l’atmosfera di quei tempi  non rimanga solo un semplice ricordo ma diventi concretezza e nuova realtà tutta da vivere.
La nostra tecnica di restauro  si basa prevalentemente sull’uso di materiali naturali, e sul rispetto delle soluzioni architettoniche della tradizione marchigiana,  arricchite però da tutti quegli accorgimenti tecnici necessari al rispetto della normativa antisismica, particolarmente severa nel nostro territorio.

 

La vecchia stalla viene trasformata in taverna, i vecchi archi e muri di mattoni o pietra  ristrutturati mediante l’uso del cocciopesto, un materiale ricavato dalla frantumazione di mattoni pieni, coppi e tegole, o di  malte  colorate composte da una miscela di sabbie calcaree pure e terre naturali in polvere  che conferiscono alla muratura  le tonalità  calde e naturali della terra. Le vecchie travi di quercia, qualora in buono stato vengono riutilizzate al piano terra e dove queste risultano insufficienti vengono sostituite con travi di altro legno pregiato.
Le finiture esterne, laddove erano stati fatti dei tinteggi,  sono eseguite mediante l’uso di  calci grasse di fossa, materiali naturali  per ridare alla costruzione  quei toni caldi e naturali del passato, ma garantire all’edificio quelle condizioni di salubrità compromesse dall’impiego dei prodotti moderni.

 

Nell’operazione di restauro e di conservazione non vanno escluse ma vanno preservate e riportate al loro splendore originale, quelle piccole costruzioni in muratura o in pietra  già esistenti quali, mangiatoie, camini, lavatoi, fornelli oppure in legno come scale,
capriate ecc. Si commetterebbe un vero sacrilegio se venissero demolite o tolte.Una simile operazione suonerebbe come  una sorta di ripudio nei confronti di
coloro che  hanno vissuto prima di noi in questi ambienti.  La costruzione, in ogni caso, perderebbe quei  sapori antichi improntati su uno stile di vita  semplice, fatta di poche cose ma di gusto.